top of page
2485634194_salivari_1.jpg

Definizione della zona anatomica

Le ghiandole salivari sono organi deputati alla produzione della saliva, indispensabile per la masticazione, la deglutizione, la fonazione e la protezione del cavo orale.
Le principali ghiandole salivari sono tre per lato, la cui saliva viene convogliata nel cavo orale attraverso specifici dotti salivari:

  • Parotide, situata anteriormente e inferiormente all’orecchio

  • Sottomandibolare, localizzata sotto il margine della mandibola

  • Sottolinguale, nel pavimento della bocca

Accanto alle ghiandole maggiori esistono numerose ghiandole salivari minori, distribuite nella mucosa del cavo orale e dell’orofaringe.

Il corretto funzionamento delle ghiandole salivari è essenziale per la protezione dei tessuti orali, la digestione iniziale degli alimenti e la normale funzione della bocca e della gola.

GHIANDOLE SALIVARI

Sintomi che possono colpire questo distretto

Le alterazioni delle ghiandole salivari possono manifestarsi con:

  • Gonfiore del viso o del collo, in corrispondenza della ghiandola interessata.

  • Dolore, in particolare durante i pasti, quando aumenta la produzione di saliva.

  • Xerostomia (secchezza della bocca) o, al contrario, scialorrea (eccessiva salivazione), a volte collegata a patologie autoimuni come la sd di Sjogren.

  • Difficoltà nella masticazione o nella deglutizione.

  • Secrezioni torbide o purulente che sboccano in bocca dai dotti salivari.

  • Episodi infettivi ricorrenti con frequente dolore associato nell’area della ghiandola salivare coinvolta.

  • Presenza di noduli o masse palpabili.

Questi segni possono indicare un’ostruzione dei dotti, un’infiammazione (acuta o cronica) o una patologia di tipo tumorale.

Su cosa si basa la visita ORL delle ghiandole salivari

La valutazione otorinolaringoiatrica delle ghiandole salivari si basa su:

Esame del cavo orale
 

con particolare attenzione agli sbocchi dei dotti salivari, per verificare la fuoriuscita della saliva e la presenza di secrezioni patologiche.

Valutazione di eventuali segni infiammatori o infettivi.

Esami complementari

In base al quadro clinico possono essere indicati esami di approfondimento, in particolare:

  • Ecografia delle ghiandole salivari
    È l’esame di primo livello per lo studio delle ghiandole salivari. Consente di identificare calcoli, dilatazioni dei dotti, processi infiammatori e lesioni nodulari.

  • TAC del collo con mezzo di contrasto
    Indicata per valutare l’estensione delle patologie ostruttive, infiammatorie o tumorali e i rapporti con le strutture anatomiche adiacenti.

  • Risonanza magnetica
    Utilizzata soprattutto nello studio delle lesioni tumorali, per una migliore caratterizzazione dei tessuti molli.

  • Agoaspirato con ago sottile (FNAC)
    Esame citologico utile nella diagnosi delle lesioni nodulari, per distinguere patologie benigne da neoformazioni tumorali.

Principali patologie trattate

  • Scialolitiasi (calcolosi salivare), con ostruzione dei dotti e ristagno della saliva.

  • Dilatazioni e stenosi dei dotti salivari.

  • Xerostomia (ridotta produzione di saliva, con conseguente “bocca secca”).

  • Scialorrea (eccessiva produzione di saliva).

  • Scialoadeniti acute e croniche (infiammazioni delle ghiandole salivari).

  • Mucocele e ranula, cisti da ritenzione salivare.

Principali terapie mediche

Le terapie mediche per la cura di questo distretto sono molteplici e personalizzate rispetto al problema del singolo paziente e al suo stato di salute generale.

In base al quadro clinico, il trattamento può prevedere terapie farmacologiche antibiotiche o antinfiammatorie, locali o sistemiche, misure di supporto per favorire il deflusso salivare e il controllo dei sintomi infiammatori o infettivi, quando indicato.

Il trattamento chirurgico delle patologie delle ghiandole salivari è indicato nei casi di ostruzione persistente, infezioni recidivanti o patologia nodulare sospetta o conclamata, non risolvibili con terapia medica.
I principali interventi includono:

  • Asportazione dei calcoli salivari, mediante approccio chirurgico mini-invasivo, nei casi selezionati, per ripristinare il normale deflusso della saliva.

  • Biopsia delle ghiandole salivari minori, eseguita in anestesia locale a scopo diagnostico.

  • Rimozione di mucoceli e ranule, generalmente con approccio intraorale.

I tempi di recupero variano in base al tipo di intervento e alla ghiandola interessata:

  • Asportazione di calcoli salivari, biopsie delle ghiandole minori, rimozione di mucoceli o ranule:
    Recupero generalmente rapido, con ripresa delle normali attività in pochi giorni.

Nel trattamento delle patologie delle ghiandole salivari, le visite di controllo sono parte integrante del percorso diagnostico e terapeutico.
Consentono di:

  • valutare la corretta guarigione della sede chirurgica,

  • intercettare precocemente recidive infiammatorie, ostruttive o tumorali,

La frequenza dei controlli viene stabilita in base al tipo di patologia trattata e all’intervento eseguito.

bottom of page