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Otite esterna in estate: come riconoscerla, prevenirla e quando è il momento di rivolgersi allo specialista ORL

Immagine del redattore: Andrea D'Alessandro
Andrea D'Alessandro
13 lug
Tempo di lettura: 3 min

L'estate è sinonimo di mare, piscina e attività all'aperto. Tuttavia, è anche il periodo dell'anno in cui aumenta significativamente il numero di casi di otite esterna, una delle patologie otorinolaringoiatriche più frequenti durante la stagione calda.

Spesso definita anche "otite del nuotatore", questa condizione interessa il condotto uditivo esterno e, se riconosciuta precocemente, può essere trattata efficacemente evitando complicanze e fastidi prolungati.


Che cos'è l'otite esterna?

L'otite esterna è un'infiammazione, spesso sostenuta da batteri e più raramente da funghi, che coinvolge la pelle del condotto uditivo esterno.

Il cerume rappresenta una naturale barriera protettiva dell'orecchio: mantiene il corretto equilibrio della pelle e ostacola la proliferazione dei microrganismi. Quando questa protezione viene alterata, il rischio di infezione aumenta.


Perché è più frequente in estate?

Durante l'estate diversi fattori favoriscono la comparsa dell'otite esterna:

  • bagni frequenti in mare o in piscina;

  • permanenza di acqua all'interno del condotto uditivo;

  • caldo e umidità, che favoriscono la crescita batterica;

  • utilizzo di cotton fioc o altri oggetti per asciugare l'orecchio;

  • piccoli traumi della pelle del condotto uditivo;

  • uso prolungato di auricolari o tappi per il nuoto.

È importante ricordare che non è il mare o la piscina a causare direttamente l'infezione, ma la combinazione tra umidità e alterazione delle difese naturali dell'orecchio.


Quali sono i sintomi?

I sintomi possono comparire rapidamente e tendono ad aumentare nell'arco di poche ore o pochi giorni.

Tra i più frequenti troviamo:

  • dolore all'orecchio, spesso molto intenso;

  • dolore quando si tira il padiglione auricolare o si preme davanti all'orecchio;

  • prurito del condotto uditivo;

  • sensazione di orecchio chiuso;

  • riduzione dell'udito;

  • secrezione dall'orecchio nei casi più avanzati.

Nelle forme più importanti il dolore può irradiarsi alla mandibola o al collo e rendere difficoltosa perfino la masticazione.


Come si distingue dall'otite media?

Molti pazienti utilizzano genericamente il termine "otite", ma esistono forme molto diverse.

L'otite esterna interessa il condotto uditivo ed è caratterizzata soprattutto dal dolore quando si manipola l'orecchio.

L'otite media, invece, coinvolge l'orecchio medio, dietro il timpano, è più frequente nei bambini ed è spesso associata a raffreddore, febbre o infezioni delle vie respiratorie.

Una visita specialistica permette di distinguere rapidamente le due condizioni e impostare la terapia corretta.


Come viene effettuata la diagnosi?

La diagnosi è prevalentemente clinica.

Durante la visita ORL viene eseguita l'otoscopia, che consente di valutare:

  • lo stato del condotto uditivo;

  • l'eventuale presenza di edema o secrezioni;

  • l'integrità del timpano;

  • la presenza di cerume o altri fattori che possono ostacolare la guarigione.

In alcuni casi è necessario effettuare una delicata pulizia del condotto uditivo (toilette auricolare), fondamentale per consentire ai farmaci di raggiungere correttamente la sede dell'infiammazione.


Come si cura?

La terapia dipende dalla gravità del quadro clinico.

Generalmente comprende:

  • gocce auricolari antibiotiche e/o antinfiammatorie;

  • antidolorifici quando necessario;

  • accurata pulizia del condotto uditivo eseguita dallo specialista;

  • temporanea sospensione dei bagni fino alla guarigione.

Gli antibiotici per bocca non sono necessari nella maggior parte dei casi e devono essere utilizzati solo quando realmente indicati.

L'automedicazione o l'uso di gocce auricolari senza una diagnosi possono essere controproducenti, soprattutto se è presente una perforazione del timpano.


Come prevenire l'otite esterna?

Alcune semplici precauzioni riducono notevolmente il rischio:

  • asciugare delicatamente le orecchie dopo il bagno;

  • inclinare la testa per favorire la fuoriuscita dell'acqua;

  • evitare l'utilizzo dei cotton fioc;

  • non introdurre oggetti nel condotto uditivo;

  • utilizzare tappi specifici solo se consigliati dal medico;

  • trattare eventuali dermatiti o eczemi del condotto uditivo.

Chi soffre di episodi ricorrenti può beneficiare di strategie preventive personalizzate, da valutare durante una visita specialistica.


Quando è opportuno rivolgersi all'otorinolaringoiatra?

È consigliabile effettuare una valutazione specialistica quando:

  • il dolore è intenso;

  • compare una riduzione dell'udito;

  • i sintomi persistono oltre 24-48 ore;

  • fuoriesce liquido dall'orecchio;

  • gli episodi tendono a ripresentarsi ogni estate;

  • sono presenti diabete o condizioni di immunodepressione.

Una diagnosi precoce permette nella maggior parte dei casi una rapida risoluzione del problema e riduce il rischio di complicanze.


Conclusioni

L'otite esterna è una patologia molto comune durante l'estate, ma con alcuni semplici accorgimenti può spesso essere prevenuta. Quando compare dolore all'orecchio, è importante evitare rimedi improvvisati e ottenere una diagnosi accurata: non tutti i mal d'orecchio hanno la stessa causa e il trattamento varia in base alla patologia.

Una visita otorinolaringoiatrica consente di individuare rapidamente il problema, alleviare i sintomi e permettere un ritorno alle attività estive in sicurezza.

Hai dolore all'orecchio dopo un bagno in mare o in piscina? Una valutazione specialistica può aiutare a individuare la causa e impostare la terapia più appropriata.

 
 
 

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