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Padre e figlio addormentati

Patologie del sonno

Definizione della zona anatomica

I disturbi del sonno di pertinenza otorinolaringoiatrica sono legati principalmente alle vie aeree superiori, che comprendono naso, rinofaringe, orofaringe, palato molle, ugola e base della lingua.


Durante il sonno, il rilassamento dei tessuti di queste strutture può determinare un restringimento o collasso del passaggio dell’aria, causando alterazioni della respirazione notturna.
La pervietà delle vie aeree superiori è quindi un elemento fondamentale per garantire un sonno fisiologico e ristoratore.

Le alterazioni anatomiche o funzionali di questo distretto possono essere responsabili di russamento e di disturbi respiratori del sonno, con possibili ripercussioni sulla qualità del riposo e sulla salute generale.

Sintomi che possono colpire questo distretto

  • Russamento abituale, spesso segnalato dal partner

  • Apnee notturne (pause respiratorie) riferite o osservate

  • Risvegli notturni frequenti, talvolta con sensazione di soffocamento

  • Sonno non ristoratore

  • Sonnolenza diurna e ridotta capacità di concentrazione

  • Cefalea mattutina

  • Secchezza della bocca o della gola al risveglio

  • Irritabilità e stanchezza cronica

Nei bambini, i disturbi del sonno possono manifestarsi anche con agitazione notturna, respirazione orale, enuresi (incontinenza notturna) o difficoltà di attenzione diurna.

Su cosa si basa la visita ORL delle patologie del sonno

La valutazione otorinolaringoiatrica delle patologie del sonno si basa su:

Anamnesi ed esame obiettivo
Fibrolaringoscopia

Esami complementari

  • Anamnesi mirata, con particolare attenzione a russamento, qualità del sonno, sonnolenza diurna e presenza di pause respiratorie notturne

  • Esame obiettivo delle vie aeree superiori, per valutare naso, setto nasale, turbinati inferiori, rinofaringe, palato molle, ugola, tonsille e orofaringe

  • Valutazione della respirazione nasale e dell’eventuale ostruzione funzionale

  • eseguita a livello nasale e faringeo, per identificare i siti di restringimento o collasso del passaggio aereo

  • Polisonnografia notturna
    È l’esame di riferimento per lo studio dei disturbi respiratori del sonno. Consente di valutare la presenza, la gravità e la tipologia delle apnee notturne, nonché la qualità globale del sonno.

  • TAC del massiccio facciale o del collo
    Utilizzata in casi specifici per lo studio delle strutture anatomiche e delle possibili cause di ostruzione delle vie aeree superiori.

  • Valutazione pneumologica
    Utile nei pazienti con sospetto coinvolgimento respiratorio o comorbidità polmonari.

  • Valutazione odontoiatrica o maxillo-facciale
    Indicata in casi selezionati per l’inquadramento di alterazioni scheletriche o occlusali che possono contribuire ai disturbi del sonno.

Principali patologie trattate

I disturbi del sonno di pertinenza otorinolaringoiatrica sono frequentemente legati ad alterazioni anatomiche o funzionali delle vie aeree superiori. Tra le principali condizioni trattate rientrano:

  • Deviazione del setto nasale, responsabile di ostruzione respiratoria notturna

  • Ipertrofia dei turbinati inferiori, con riduzione del flusso aereo nasale

  • Ipertrofia delle adenoidi e delle tonsille, soprattutto in età pediatrica

  • Collasso del palato molle e delle pareti faringee durante il sonno

  • Ipertrofia dell’ugola

Queste alterazioni possono contribuire al russamento semplice o ai disturbi respiratori del sonno, fino alle forme più complesse di ostruzione delle vie aeree notturne, con impatto significativo sulla qualità del riposo e sulla salute generale.

Principali terapie mediche

Le terapie mediche per la cura di questo distretto sono molteplici e personalizzate rispetto al problema del singolo paziente e al suo stato di salute generale.


In base ai risultati della polisonnografia, il trattamento può includere misure comportamentali e terapie posizionali, indicate nei casi in cui i disturbi respiratori si manifestano prevalentemente in determinate posizioni durante il sonno, nonché terapie conservative e, nei casi appropriati, l’utilizzo di dispositivi di supporto alla respirazione notturna (CPAP, Continuous Positive Airway Pressure), che favoriscono il mantenimento della pervietà delle vie aeree durante il sonno.

Il trattamento chirurgico dei disturbi del sonno di pertinenza otorinolaringoiatrica è indicato in casi selezionati, quando esista una chiara causa ostruttiva delle vie aeree superiori e quando la terapia medica o conservativa non sia sufficiente.
I principali interventi sono preceduti da una SLEEP ENDOSCOPY in sala operatoria e includono:

  • Settoplastica, tradizionale o endoscopica
    Indicata per correggere la deviazione del setto nasale e migliorare la respirazione notturna.

  • Turbinoplastica
    Riduzione volumetrica dei turbinati inferiori per aumentare la pervietà delle cavità nasali.

  • Adenoidectomia e tonsillectomia
    Particolarmente indicate nei pazienti pediatrici, ma talvolta anche nell’adulto, in presenza di ipertrofia adeno-tonsillare ostruttiva.

  • Faringoplastica
    Intervento mirato al rimodellamento delle strutture faringee nei casi di collasso delle pareti durante il sonno.

  • Plastica dell’ugola
    Indicata nei casi di ipertrofia o allungamento dell’ugola con contributo all’ostruzione notturna.

La scelta dell’intervento dipende dal livello o dai livelli di ostruzione identificati durante la valutazione specialistica e può prevedere un approccio combinato.

I tempi di recupero dopo chirurgia per disturbi del sonno variano in base al tipo di intervento e all’estensione del trattamento:

  • Settoplastica e turbinoplastica:
    La ripresa delle normali attività avviene generalmente in 7–10 giorni, con miglioramento progressivo della respirazione nasale nelle settimane successive.

  • Adenoidectomia e tonsillectomia:
    Il recupero richiede in media 10–15 giorni, durante i quali possono essere presenti dolore faringeo e difficoltà transitorie nell’alimentazione.

  • Faringoplastica e plastica dell’ugola:
    I tempi di recupero sono variabili e richiedono generalmente 3-4 settimane, con possibile dolore faringeo e alterazioni temporanee della voce o della deglutizione.

Il miglioramento dei disturbi del sonno è spesso progressivo e va valutato nel tempo, anche attraverso eventuali esami di controllo, poiché non sempre è immediato né completo.

Nel trattamento dei disturbi del sonno di pertinenza otorinolaringoiatrica, le visite di controllo sono fondamentali per valutare l’efficacia del percorso terapeutico.
Consentono di:

  • monitorare la guarigione delle sedi chirurgiche

  • valutare il miglioramento della respirazione notturna e del russamento

  • verificare la stabilità del risultato nel tempo

  • decidere l’eventuale necessità di ulteriori trattamenti o approfondimenti diagnostici

Nei pazienti sottoposti a chirurgia per disturbi respiratori del sonno, i controlli permettono anche di stabilire se sia indicato una nuova polisonnografia per confermare il beneficio funzionale ottenuto.

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